Studio….Ma mi estraneo dalla sociologia e penso…
E mi rendo conto che la percentuale di medici figli di medici, o di avvocati figli di avvocati, o di commercialisti figli di commercialisti ecc ecc, è molto più alta di quanto mi potrei ingenuamente aspettare nell’ipotesi di una distribuzione casuale di tale fenomeno….E questo mi fa incazzare come una iena.
La meritocrazia? L’oggettività nella valutazione? Cazzate…Sono solo parole al vento, il velo, la maschera dietro cui celare meschinamente il nepotismo, il clientelismo, le raccomandazioni, i curi parati…Ovvero l’essenza e il fondamento di certi lavori.
Ovviamenete non succede sempre così, non voglio certo dire che tutti i medici figli di medici o avvocati figli di avvocati ecc ecc siano tali solo per i calci nel culo, solo per il nome di famiglia…non sto dicendo che tutti sti tipi siano incompetenti!
Infatti, pensandoci bene, è anche vero che generalmente i figli degli avvocati ecc ecc nascono crescono in mezzo ad avvocati eccc ecc, per cui “la tradizione” (modo carino per non dire raccomandazione) è solo la spinta iniziale per introdurli ibn quel mondo del lavoro…
Ovvero: sono abituato a stare in mezzo ad avvocati, da essi imparo e divento anch’io un avvocato bravo.
Ma cazzo, la maggior parte delle volte non è così…
Queste mie considerazioni nascono dal fatto che mi hanno chiamato dalla facoltà per fare un tirocinio (non pagato). Succede sempre così a me…Ma io le merito le cose o sono paraculata?!?





